• Ogni patologia ha il suo momento d'intervento,sceglierlo è uno dei punti chiave per una strategia vincente.Diversi sono i parametri che bisogna considerare.Gravità della malocclusione,momento della crescita,entità della collaborazione richiesta,psicologia del paziente,nel senso capacità di portare i dispositivi a lungo nel tempo.Riguardo a quelle idee di pensiero che propongono un intervento estremamente precoce,vedi planas e le scuole francesi funzionali,concordo in termini di principio ma non in termini di praticità.Che collaborazione ti può dare un bambino di tre,quattro anni? e ,soprattutto quanti anni di terapia (con conseguente sacrificio anche del nucleo familiare) bisogna effettuare?.Personalmente comincio a trattare prima dei sei anni(5 ,5 e mezzo) solo le gravi terze classi ed i gravi morsi aperti.Nel primo caso l'analisi cefalometrica è fattore discriminante,non bisogna lasciarsi ingannare da un profilo gradevole,è la proiezione di crescita il fattore a cui riferirsi.Se i rapporti spaziali tra base del cranio (la cui crescita termina intorno ai 7 anni e la mandibola ( che cresce sino ai 12-13 nelle femmine e 14-15 nei maschi) è border line si deve agire.Stesso discorso per i morsi aperti,una prolungata mancanza del sigillo anteriore perpetua il vizio della respirazione orale e la disfunzione linguale.E' probabile che dopo una fase attiva di un paio d'anni di tanto in tanto la terapia vada ripresa.Il momento migliore per intervenire è quello tra gli 8 ei 12 anni.Si lavora con apparecchi ortopedico- funzionali e si finalizza con la tecnica fissa.L'unico caso in cui si può attendere la completa permuta dei denti è nei casi puramente estetici con affollamenti che non incidono sui corretti rapporti occlusali.Intervenire in dentizione mista consente di rimodellare il terzo inferiore della faccia,di operare una terapia meno impegnativa,di rieducare eventuali disfunzioni e di delegare alla terapia fissa solo il semplice allineamento.